“Je so’ pazzo”, intervista agli attori Giovanni Ludeno e Mariasole Pollio
Maria Sole Pollio e Giovanni Ludeno raccontano Je so' pazzo, il film su Pino Daniele, alla Festa del Cinema di Roma 2026.
Listeners:
Top listeners:
play_arrow
ENGLISH Channel 01 If English is your language, or a language you understand, THIS IS YOUR CHANNEL !
play_arrow
ITALIAN Channel 02 Se l’italiano è la tua lingua, o una lingua che conosci, QUESTO È IL TUO CANALE!
play_arrow
EXTRA Channel 03 FRED Film Radio channel used to broadcast press conferences, seminars, workshops, master classes, etc.
play_arrow
GERMAN Channel 04 Wenn Ihre Sprache Deutsch ist, oder Sie diese Sprache verstehen, dann ist das IHR KANAL !
play_arrow
POLISH Channel 05
play_arrow
SPANISH Channel 06 Si tu idioma es el español, o es un idioma que conoces, ¡ESTE ES TU CANAL!
play_arrow
FRENCH Channel 07 Si votre langue maternelle est le français, ou si vous le comprenez, VOICI VOTRE CHAINE !
play_arrow
PORTUGUESE Channel 08
play_arrow
ROMANIAN Channel 09 Dacă vorbiţi sau înţelegeţi limba română, ACESTA ESTE CANALUL DUMNEAVOASTRĂ!
play_arrow
SLOVENIAN Channel 10
play_arrow
ENTERTAINMENT Channel 11 FRED Film Radio Channel used to broadcast music and live shows from Film Festivals.
play_arrow
BULGARIAN Channel 16 Ако българският е вашият роден език, или го разбирате, ТОВА Е ВАШИЯТ КАНАЛ !
play_arrow
CROATIAN Channel 17 Ako je hrvatski tvoj jezik, ili ga jednostavno razumiješ, OVO JE TVOJ KANAL!
play_arrow
LATVIAN Channel 18
play_arrow
DANISH Channel 19
play_arrow
HUNGARIAN Channel 20
play_arrow
DUTCH Channel 21
play_arrow
GREEK Channel 22
play_arrow
CZECH Channel 23
play_arrow
LITHUANIAN Channel 24
play_arrow
SLOVAK Channel 25
play_arrow
ICELANDIC Channel 26 Ef þú talar, eða skilur íslensku, er ÞETTA RÁSIN ÞÍN !
play_arrow
INDUSTRY Channel 27 FRED Film Radio channel completely dedicated to industry professionals.
play_arrow
EDUCATION Channel 28 FRED Film Radio channel completely dedicated to film literacy.
play_arrow
SARDU Channel 29 Si su sardu est sa limba tua, custu est su canale chi ti deghet!
play_arrow
“Conversation with” at the 20th Marrakech IFF, interview with actor Willem Dafoe Bénédicte Prot
play_arrow
"Se domani non torno", intervista con gli attori Sabrina Martina, Tecla Bossi e Tommaso Allione Federica Scarpa
In Se domani non torno, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2026, Sabrina Martina, Tecla Bossi e Tommaso Allione interpretano rispettivamente Giulia, Elena e Davide Cecchettin. Nell’intervista, i tre attori riflettono sul significato che la vicenda di Giulia ha avuto per la loro generazione e su quanto, negli ultimi tre anni, sia cambiato il modo di comprendere e affrontare la violenza di genere.
Il punto di partenza è il titolo del film di Paola Randi, che richiama la poesia diventata simbolo delle manifestazioni seguite al femminicidio di Giulia Cecchettin. Che cosa significava allora fare rumore? E che cosa significa oggi, quando l’attenzione collettiva rischia di affievolirsi?
“Io, tre anni fa, ero in piazza, a Roma. È stata, credo, ad oggi, la manifestazione più forte che io abbia mai vissuto”, racconta Sabrina Martina, ricordando una folla in cui le singole presenze sembravano dissolversi in un’esperienza collettiva. “Ho i brividi a dirlo: era veramente grande”.
Tecla Bossi ricorda il viaggio verso Venezia, passando per Padova, proprio nei giorni della scomparsa di Giulia. All’inizio aveva quasi deciso di non seguire la vicenda, per non alimentare “quell’attenzione morbosa che si stava sviluppando”. Poi, l’incontro con una mobilitazione molto più ampia del previsto, capace di coinvolgere persone di età ed esperienze diverse: “Ho incontrato famiglie intere che andavano tutte insieme. È stato molto toccante”.
Tre anni dopo le manifestazioni, quel rumore sembra essersi progressivamente attenuato. Può il film contribuire a mantenerlo vivo?
“Io penso che la questione che può far emergere questo film è che ormai ‘fate rumore’, ok, è diventato uno slogan”, risponde Tecla Bossi. “Va bene, è utile anche questo, ma ci sono tantissimi modi per farlo”.
Non esiste, dunque, un’unica forma di partecipazione. Il film può offrire strumenti diversi, lasciando a ciascuno la possibilità di riconoscere ciò che lo mette in discussione e di tradurlo in comportamenti concreti.
Sabrina Martina individua il punto essenziale nella continuità: “Dello slogan ‘facciamo rumore’, forse è il ‘continuiamo’ davanti che ha rilevanza, perché è un sistema complicatissimo”.
Il cinema non può cambiare da solo un sistema culturale, né pretendere di farlo immediatamente. “Non stiamo parlando di qualcosa che si cambia domani con questo film. Magari, ma no”, aggiunge. Serve una costanza che coinvolga sia la dimensione personale sia quella collettiva.
Tommaso Allione sostiene che le istituzioni tendano a contrastare le richieste di cambiamento perché, essendo inserite nel sistema, le mettono in discussione.
“Però chi se ne frega. Cioè, noi sappiamo quello che è importante per noi, le cose care per noi e abbiamo idea di dove vogliamo andare”.
È una dichiarazione che riporta il discorso alla responsabilità di chi ha partecipato a quella mobilitazione e continua a riconoscersi nelle sue ragioni.
“Repressione o non repressione, questa cosa ci abita ormai”, conclude, auspicando che il film possa “contribuire a dare speranza e a offrire uno spazio di ascolto e condivisione sul tema”.
In Se domani non torno, il dolore della famiglia Cecchettin diventa il punto di partenza di una riflessione collettiva. Nelle parole dei tre giovani attori, però, la questione resta aperta soprattutto fuori dallo schermo. Non si tratta di ritrovare per un momento l’intensità delle piazze del 2023, ma di capire come portarne avanti le ragioni quando l’attenzione pubblica si sposta altrove.
Una famiglia come tante nella provincia del nord est. Gino Cecchettin e i suoi figli: il più piccolo Davide al liceo, la grande Elena che è all’estero a studiare e Giulia che sta per laurearsi. Potrebbe essere la nostra. Ma l’11 novembre 2023 Giulia scompare e niente è più come prima. Inizia un incubo che non credevano potesse accadere a loro. Questa è la storia di un’assenza gigantesca e di come una famiglia come tante trova la forza di trasformare un inimmaginabile dolore privato in un grido collettivo d’impegno per il cambiamento. Perché storie come questa non debbano più essere raccontate.
Written by: Federica Scarpa
Festa del Cinema di Roma 2026 Giulia Cecchettin Paola Randi Sabrina Martina Se domani non torno Tecla Bossi Tommaso Allione
Film
Se domani non tornoFestival
Festa del Cinema di RomaMaria Sole Pollio e Giovanni Ludeno raccontano Je so' pazzo, il film su Pino Daniele, alla Festa del Cinema di Roma 2026.
Nicola Prosatore e Massimiliano Caiazzo raccontano Je so' pazzo, il film su Pino Daniele, alla Festa del Cinema di Roma 2026.
Dario Zonta e Carlo Zoratti raccontano Lorenzo - L'incredibile avventura di Jovanotti, alla Festa del Cinema di Roma 2026.
Mani Nude, opera seconda di Mauro Mancini dopo Non odiare, in anteprima al Milano Film festival e in sala il 5 giugno con Medusa
Il Torino Film Festival svela il programma della sua 44ª edizione: 120 titoli, dodici personalità del cinema internazionale e una retrospettiva su Marilyn Monroe. Tra nuovi autori, anteprime e grandi incontri, Torino riafferma la propria vocazione cinefila.
Ascolta il nuovo episodio di The Dream Syndicate, il podcast a cura del Gruppo Regione Lazio del SNCCI – Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani.
DONES VISUALS: come le politiche di parità hanno portato le registe dal 18% al 37% e aperto nuove strade nel cinema spagnolo.
Ad Alice nella città 2026, Irene Dionisio e Tecla Insolia raccontano Idda, un'amicizia sulle pendici dell'Etna tra terra e aria, presenza e assenza
© 2023 Emerald Clear Ltd - all rights reserved.