Festa do cinema italiano Lisboa
“Gen_” e “Il quieto vivere”, intervista con il regista Gianluca Matarrese
Gianluca Matarrese regista di "Gen_" e "Il quieto vivere" esplora microcosmi per riflettere sui macrocontesti della societa' contemporanea.
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Festa do cinema italiano Lisboa
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"Giulio Regeni - Tutto il male del mondo", intervista all'autore Emanuele Cava Cristiana Palmieri
Presentato all’edizione 2026 della Festa do cinema italiano di Lisbona, “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, scritto da Emanuele Cava e Matteo Billi e per la regia di Simone Manetti unisce rigore documentale e rispetto per la memoria. Il documentario narra con delicatezza una vicenda ancora aperta, cercando di bilanciare l’esigenza di verità con l’attenzione verso la famiglia e la sua privacy.
Emanuele Cava spiega come “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” si basi su un lavoro approfondito di dialogo con i familiari di Regeni, con l’obiettivo di creare un racconto autentico e rispettoso. Sono state selezionate poche testimonianze chiave, tra cui quelle dei genitori e dell’avvocata Ballerini, evitando ricostruzioni con attori e footage superflui. La scelta stilistica si è concentrata su materiali originali, come le immagini del processo e il video girato di nascosto da un sindacalista al Cairo, che diventano il filo conduttore della narrazione. Questa impostazione minimalista permette di focalizzarsi sull’essenza della storia e sui personaggi, mantenendo un’atmosfera intensa e autentica.
Emanuele Cava racconta che il team ha affrontato il problema di fonti limitate, ai quali si aggiungeva il compito di tradurre e contestualizzare immagini provenienti dall’Egitto. La ricostruzione precisa dei momenti salienti, come la scomparsa di Giulio Regeni nelle telecamere del Cairo, ha richiesto un lavoro meticoloso di analisi dei footage e di montaggio. La difficoltà di rispettare la complessità dei vari punti di vista si è tradotta in una narrazione lineare, che comunque rende giustizia alle vicende e alle tante zone d’ombra ancora irrisolte.
Emanuele Cava sottolinea che il documentario si inserisce in un contesto di forte impegno civile, puntando a mantenere viva la memoria di Regeni e a sensibilizzare il pubblico sui diritti umani e sulla giustizia. Ricordando che il caso resta un simbolo di lotta e verità, “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” mira a coinvolgere un pubblico trasversale, lasciando un’impalcatura fortemente autentica e priva di spettacolarizzazioni e sensazionalismi. Un’opera potente che testimonia il ruolo fondamentale del cinema documentario nel mantenere viva l’attenzione su casi come quello di Giulio Regeni.
Più che una semplice ricostruzione, questo documentario di ampio respiro si afferma come un simbolo universale di tutte le lotte per i diritti civili e contro la tortura. Attraverso il contributo diretto della famiglia Regeni e dell’avvocata Alessandra Ballerini, ricostruisce la drammatica vicenda del giovane ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso in Egitto tra il 25 gennaio e il 3 febbraio 2016. Il racconto si sviluppa tra il processo giudiziario e le testimonianze, facendo emergere responsabilità, omissioni e verità negate. Per la prima volta, i genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi, raccontano con le proprie parole una coraggiosa battaglia per la verità e la giustizia.
Written by: Cristiana Palmieri
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