“Io sono Rosa Ricci”, intervista alla regista Lyda Patitucci
"Io sono Rosa Ricci": dalla serie Mare Fuori, la origin story del suo personaggio più affascinante, al cinema dal 30 ottobre.
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“Conversation with” at the 20th Marrakech IFF, interview with actor Willem Dafoe Bénédicte Prot
Dopo il passaggio alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione Progressive Cinema, dove si è portato a casa il premio Monica Vitti alla migliore attrice per la protagonista Jasmine Trinca, il terzo lungometraggio diretto da Andrea De Sica, “Gli occhi degli altri“, è finalmente in sala, dal 19 marzo, distribuito da Vision Distribution.
Prodotto da Vivo Film, Wildside, società del gruppo Fremantle e Vision Distribution in collaborazione con Sky, il film è liberamente ispirato al noto delitto Casati Stampa, uno dei casi più scandalosi dell’Italia degli anni ‘60. Al centro, una coppia dell’alta società, mondana e disinvolta: lui tra gli uomini più ricchi del Paese, lei considerata una delle donne più attraenti e trasgressive. Una storia d’amore e di possesso, ancora sorprendentemente attuale.
“Gli occhi degli altri” è intriso degli sguardi di Jasmine Trinca e della sua Elena ed i tanti corpi diversi che la protagonista incarna: modulano i toni, il percorso che fa la storia. E il risuonare di una storia ancorata al passato con il presente della cronaca e dei femminicidi che viviamo oggi, sta proprio nell’ultimo suo sguardo di Elena, quello di chi pensa di essere libera ma non lo è.
Dichiara Jasmine Trinca: “Uno degli aspetti emozionanti di questo film è stato proprio dare carne e non solo sguardo, alla stessa donna ma che nel contempo era tante donne differenti, per un passaggio di stato e consolo di tempo. Poter fare questo racconto nello stesso film con lo stesso personaggio era davvero tanto importante per me, per restituire un piccolo specchio in cui appunto una donna potesse guardarsi, riconoscendo tutte le possibilità che le vengono concesse”
“Andrea De Sica” si discosta dal fatto di cronaca riguardante il marchese Casati Stampa che compì il duplice omicidio di sua moglie Anna Camillo ed il suo giovane amante, con cui si scoprì successivamente che la donna aveva iniziato una relazione sessuale con il consenso del marito e concentra tutto in un’unità di luogo, claustrofobica ma risolutiva: l’isola di Zannone.
Lì il marchese, qui interpretato da Filippo Timi, intrattiene feste e festine e consuma la sua relazione con la moglie Elena nei loro giochi voyeuristici e poliamorosi. Quando Elena prende più consapevolezza di sé, matura, cambia e decide che certi giochi non le si addicono più e non la rappresentano, si sottrae e l’incanto scompare. Il marchese non accetta un no, perché non è mai stato abituato al rifiuto.
Filippo Timi incarna nel suo marchese, l’incapacità di incapacità di distinguere la differenza tra amore e possesso e dunque anche tra amore e violenza.
“Gli occhi degli altri” pur essendo ambientato negli anni ’60, possiede una schiacciante connessione con l’attualità. Per questo motivo ha ricevuto anche il sostegno della Fondazione Una Nessuno e Centomila.
Marta Donzelli, produttrice di Vivo Film ha infatti dichiarato: “Hanno visto il film e deciso di sostenerlo proprio per il punto di osservazione che offre sulle violenze all’interno delle coppie. È una cosa su cui Andrea, Filippo e tutti noi abbiamo lavorato molto. Il film esplora una zona grigia, dove però la linea del consenso non deve essere messa in discussione. Siamo contenti che anche questo messaggio passi attraverso il film”.
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"Gli occhi degli altri", intervista al regista Andrea De Sica e gli attori Jasmine Trinca e Filippo Timi Chiara Nicoletti
Nella bellezza selvaggia di un’isola posseduta da un ricchissimo marchese, l’arrivo di Elena segna l’inizio di una appassionata storia d’amore. Complicità e trasgressione, sesso e potere, in un film liberamente ispirato alla cronaca dell’Italia degli anni ‘60, in cui il gioco erotico scivola nell’ossessione.
Written by: Chiara Nicoletti
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