“Ritorno a Buenos Aires”, intervista al regista Marco Bechis e all’attore Adriano Giannini
Marco Bechis e Adriano Giannini raccontano Ritorno a Buenos Aires, in concorso a Venezia 2026.
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“Conversation with” at the 20th Marrakech IFF, interview with actor Willem Dafoe Bénédicte Prot
Presentato in Spotlight all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ed al cinema dal 10 settembre con Europictures, Serpenti racconta la storia di Paolo Marra, che ha ucciso la propria moglie senza un perché e, divorato dal senso di colpa, decide di costituirsi per ridare dignità alla donna che ha ucciso e a se stesso. Tra poliziotti distratti, avvocati zelanti, cartomanti e complicati cavilli burocratici, nessuno lo prende sul serio: vittima di un paradosso kafkiano, l’uomo scopre di non riuscire a farsi arrestare, capro espiatorio di una società grottesca che ignora chi vuole redimersi. Diretto da Roberto De Paolis Maino, il film vede tra i protagonisti Leonardo Lidi e Valeria Golino, che raccontano il loro lavoro sui personaggi e sui temi del film.
Leggendo la sceneggiatura di Fabio e Damiano D’Innocenzo, Golino si è resa conto che il materiale poteva prendere strade molto diverse. “Mi rendevo conto mentre leggevo la sceneggiatura, di per sé già molto vivida, divertente, anche un po’ iperreale, che poteva prendere la piega del grottesco. Loro hanno creato un testo solido, divertente e musicale, che potevi portare nel film in vari modi,” racconta l’attrice. Tra i cambiamenti arrivati con la regia, anche quello del suo personaggio: “Il mio personaggio all’inizio non era una donna, era un uomo, e Roberto ha chiesto ai Gemelli se poteva farla diventare una donna.” A guidare quella trasformazione, spiega Golino, è la sensibilità del regista: “Roberto non è un regista grottesco, è un naturalista e un realista nel più bel senso della parola. I suoi film sono così, e la tensione tra il tipo di contenuti e il suo naturalismo formale crea un connubio felice.”
Lidi è arrivato sul set per ultimo, a un mese dall’inizio delle riprese. “Sono l’ultimo arrivato, sono salito sul treno proprio un mese prima dell’inizio delle riprese. Ed è stato molto forte leggere la sceneggiatura per la prima volta. Ho pensato a Pinocchio che dice di voler diventare qualcos’altro, nel mio caso ‘voglio costituirmi, voglio entrare in un’altra condizione’, eppure incontro persone che hanno un’altra idea,” racconta l’attore. “In Serpenti ci sono complici in questo ventaglio di idee che sussurrano qualcosa di negativo alle mie orecchie. Io mi presento come mostro, però le persone che incontro dopo non si spaventano”, perché, come spiega lui stesso, “sono serpenti.” Costruire l’ambivalenza del personaggio, che il pubblico prima segue con empatia e poi rifiuta come villain, è stato un lavoro di equilibrio, racconta Lidi: “Era complesso perché non si poteva lavorare su un’empatia troppo sincera: bisognava rimanere sempre ambigui, ma allo stesso tempo presentandosi con un’anima. Questo confine è molto delicato, anche perché non era nostra intenzione farlo passare per un eroe o per una vittima, non è in alcun modo simpatico. Il mio è un personaggio che ascolta tutti i suggerimenti e le indicazioni e poi reagisce a volte con delle micro-implosioni, altre volte con delle macro-esplosioni.” Un lavoro fisico oltre che attoriale, ricorda Golino: “Io sono uscita a carponi da quel set: ho lavorato quattro giorni, ma sembravano quattro mesi.”
Nel film, il personaggio di Golino spiega con chiarezza la differenza tra un omicidio e un femminicidio: un passaggio che per l’attrice è stato tra le ragioni della scelta del ruolo. “Penso sia uno dei motivi per cui ho voluto fare il ruolo: parlare di certe cose non è necessario che lo faccia il cinema solo come i telegiornali o i media,” spiega Golino, che rivendica per il cinema un compito diverso da quello dell’informazione: “Se il cinema ne parla, deve trasfigurare e traslare le cose nel linguaggio, nella musicalità e nella gestualità, portando a galla le conseguenze psichiche che hanno su di noi per farci cambiare idea e levarci dei pregiudizi.”
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"Serpenti", intervista agli attori Leonardo Lidi e Valeria Golino Chiara Nicoletti
Paolo Marra ha ucciso la propria moglie, senza un perché. Divorato dal senso di colpa, decide di costituirsi: vuole pagare, scontare la pena, ridare dignità alla donna che ha ucciso e a se stesso. Tra poliziotti distratti, avvocati zelanti, cartomanti e complicati cavilli burocratici, nessuno lo prende sul serio. L’uomo si scopre vittima di un paradosso kafkiano: per quanto lo desideri, non riesce a farsi arrestare. Il perfetto capro espiatorio di una società grottesca che ignora chi vuole redimersi.
Written by: Chiara Nicoletti
Film
SerpentiFestival
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