Al Festival di Cinema e Donne di Firenze, Francesca Archibugi porta il suo documentario Carla Lonzi – Dentro e fuori dal Mondo, dedicato alla critica d’arte e pensatrice femminista, e già presentato alle Giornate degli Autori . Il legame della regista con Lonzi è anche familiare: Archibugi è sposata con il figlio Battista e ha conosciuto Carla quando era giovane. Il film sceglie di raccontare una persona e una relazione, senza proporsi come illustrazione di un saggio.
“Dentro e fuori dal mondo”: una figura capace di prendere le distanze
Il titolo del documentario richiama il modo in cui Carla Lonzi si rapportava ai contesti in cui operava. Lonzi, spiega Francesca Archibugi, seppe lasciare posizioni prestigiose, prima nell’università e poi nella critica d’arte, quando le apparvero legate a gerarchie e dinamiche di potere. Anche nel femminismo si allontanò dal gruppo quando avvertì il rischio di assumere un ruolo di guida. La distanza, nella lettura della regista, non equivaleva a disinteresse: le permetteva di osservare la realtà con lucidità e di mantenere uno sguardo autonomo.
Il racconto personale di Carla Lonzi
Francesca Archibugi spiega che inizialmente non aveva intenzione di realizzare il documentario. La proposta di Fandango, arrivata dopo la ripubblicazione dei libri di Lonzi, l’ha spinta a confrontarsi con il progetto anche per ‘paura’ che qualcun altro ne offrisse un ritratto. La regista ha scelto di non presentarsi come interprete del pensiero di Lonzi, né come sua portavoce: il centro di “Carla Lonzi, dentro e fuori dal Mondo” è la persona, osservata attraverso un rapporto affettivo e familiare. Questa impostazione distingue l’opera da una trattazione teorica e cerca di restituire la complessità di una vita.
Il linguaggio come spazio d’Azione
Parlando della propria posizione sulla questione della parità di genere nel cinema, Francesca Archibugi riconosce di non essere un’attivista e di aver esitato a rivendicare spazio in quanto donna. Indica però nel lavoro artistico e nelle scelte di linguaggio una possibile forma d’intervento, accanto all’impegno di altre professioniste della cultura. Il documentario si inserisce in questa riflessione senza trasformarsi in un manifesto: il racconto individuale lascia emergere questioni più ampie sul potere e sulla rappresentazione.
Archibugi ha inoltre ricordato il suo recente, divertente cameo nella serie “Peccato” di Emanuela Fanelli che, attraverso la sua comicità intelligente riflette anche sul mondo dell’audiovisivo.
Plot
Carla Lonzi è stata una brillante e affermata critica d’arte che, all’apice del successo, ha scelto di abbandonare la sua professione per fondare Rivolta Femminile e diventare una figura centrale del femminismo italiano. Attraverso preziosi materiali d’archivio, il documentario ne racconta la traiettoria pubblica e la complessa vita privata. Guidata dai propri ricordi di gioventù, Francesca Archibugi compone un racconto affettuoso e personale su una donna straordinaria. Un’opera che restituisce voce a una pensatrice libera, la cui eredità culturale continua a dialogare profondamente con le battaglie di oggi. Presentato nella selezione ufficiale delle Giornate degli Autori 2026.