“La Gradiva”, an interview with director Marine Atlan
In "La Gradiva", her debut as a director, carried by two terrific young actors, acclaimed cinematographer Marine Atlan tries "to say something quite profound and complex about heritage"
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"La Gradiva", intervista con la regista Marine Atlan Gianluca De Angelis
Durante la 24esima edizione di Alice nella Città abbiamo parlato con Marine Atlan, regista di La Gradiva, presentato in concorso. La regista ci ha raccontato qualche retroscena sul film, andando ad esplorare anche come esso si faccia espressione di un malessere generazionale e di un mondo che è in grado progressivamente bene di dare un nome agli stati d’animo e alle personalità dei singoli, ma senza smettere di attuare meccanismi di discriminazione sistemici.
La regista diLa Gradiva Marine Atlan racconta come la volontà delle generazioni presenti di identificare e dare un nome a stati d’animo, depressione e malessere sistemico sia un segno di espressione che si fa portavoce del cambiamento, ma che non può però estraniarsi da meccanismi della società reiteratisi per decenni. Il film, in concorso ad Alice nella Città, si interroga infatti molto su cosa succeda quando l’energia della giovinezza incontra l’immobilità della storia di Pompei, in un contrasto che ha portato il lungometraggio di esordio della regista a vincere il Grand Prix alla Semaine de la Critique al Festival di Cannes 2026.
Al centro del racconto c’è infatti un gruppo di liceali francesi in viaggio scolastico tra Napoli e Pompei ma, come dice la regista Marine Atlan, quella che dovrebbe essere una semplice occasione per confrontarsi con le testimonianze del passato si trasforma presto in un’esperienza emotiva e profondamente personale, nella quale desideri, gelosie, insicurezze e conflitti affiorano con forza crescente. Anche le rovine di Pompei, come dice Atlan, diventano così uno specchio delle inquietudini adolescenziali, mettendo in relazione la vitalità di chi ha ancora tutta la vita davanti con la consapevolezza della fragilità dell’esistenza.
I protagonisti di La Gradiva cercano quindi di comprendere chi sono, confrontandosi con le aspettative degli altri, le differenze sociali e il peso delle proprie origini. A emergere è anche il ritratto di una generazione che fatica a immaginare il futuro, sospesa tra il desiderio di libertà e la paura di un mondo che sembra aver già deciso molto al suo posto, trasformando un racconto di formazione in una riflessione universale sul tempo, sull’eredità che riceviamo e sulla possibilità di scegliere chi diventare.
La Gradiva è il primo lungometraggio di Marine Atlan, Grand Prix Ami Paris alla Semaine de la Critique 2026, direttrice della fotografia che negli ultimi anni ha costruito uno degli sguardi più personali del cinema europeo. Tra Napoli e Pompei, il viaggio di una classe di adolescenti diventa un attraversamento del tempo: le rovine non appartengono soltanto alla storia, ma interrogano il presente, mettendo i ragazzi di fronte a ciò che li ha preceduti e che, prima o poi, saranno chiamati a decidere se portare con sé.
Un gruppo di studenti liceali francesi si reca a Napoli in gita scolastica per scoprire le rovine di Pompei e i corpi pietrificati dal Vesuvio.
Lì, vengono trascinati in una vertiginosa discesa. Uno dopo l’altro, vengono travolti dal desiderio e dalla rabbia, finché non si abbandonano a essi completamente.
Written by: Gianluca De Angelis
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Alice nella Città - RomaIn "La Gradiva", her debut as a director, carried by two terrific young actors, acclaimed cinematographer Marine Atlan tries "to say something quite profound and complex about heritage"
Après plusieurs superbes travaux comme cheffe opératrice, Marine Atlan tente avec "La Gradiva" de "raconter quelque chose d’assez profond et dense sur l’héritage".
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