Il film racconta un piccolo mondo antico di una famiglia e una comunità in Trentino, alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Accanto ad attori navigati come Tommaso Ragno, qui nel ruolo del capofamiglia e maestro del paese, Martina Scrinzi al suo esordio in un lungometraggio e Giuseppe De Domenico.
I due descrivono l’immergersi in questo universo tra le montagne e Scrinzi definisce “Vermiglio“ una storia trentinissima perché radicata sul territorio, seppur universale.
“Vermiglio” è un film di fatti, di silenzi, di sguardi e i due attori rivelano le difficoltà che questo tipo di recitazione comporta. Comunicare con il corpo, gli occhi, sospiro una vasta gamma di emozioni è tra le più grandi sfide per un attore.
Secondo Scrinzi, “Vermiglio“, pur mostrando l’Italia di un tempo che ci ha portato a chi siamo oggi, “è stato un vero salto nel passato senza macchie di contemporaneità”.
Plot
In quattro stagioni la natura compie il suo ciclo. Una ragazza può farsi donna. Un ventre gonfiarsi e divenire creatura. Si può smarrire il cammino che portava sicuri a casa, si possono solcare mari verso terre sconosciute. In quattro stagioni si può morire e rinascere. Vermiglio racconta dell’ultimo anno della seconda guerra mondiale in una grande famiglia e di come, con l’arrivo di un soldato rifugiato, per un paradosso del destino essa perda la pace, nel momento stesso in cui il mondo ritrova la propria.
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