Stefano Centini, intervista al curatore del Focus – Taiwan al 38° BFFB
Il Focus - Taiwan curato da Stefano Centini e Vincenzo Bugno, mette in luce la varietà di stili, la profondità dei temi e la narrazione innovativa del cinema taiwanese.
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Vincenzo Bugno, intervista al Direttore Artistico del 39° Bolzano Film Festival Bozen Chiara Nicoletti
Giunto alla sua 39ª edizione e al quarto anno sotto la direzione artistica di Vincenzo Bugno, il Bolzano Film Festival Bozen (BFFB) si conferma come uno dei festival più originali del panorama cinematografico italiano. In programma dal 10 al 18 aprile 2026, il festival presenta una selezione di dodici film in concorso, di cui dieci anteprime italiane, e un programma ricchissimo che attraversa documentario, fiction, cinema ibrido e produzioni locali. Ad aprire il festival sarà la prima italiana di “Elon Musk Unveiled – The Tesla Experiment” del regista bolzanino Andreas Pichler, già presentato all’IDFA di Amsterdam. A chiuderlo sarà “Becaària” di Erik Bernasconi, in anteprima internazionale. Quest’anno il festival inaugura anche una nuova sede, il Teatro Cristallo nel quartiere Europa-Novacella, ampliando la propria presenza nel tessuto urbano della città.
Quattro edizioni dopo il suo arrivo alla direzione artistica, Vincenzo Bugno può guardare al festival con la soddisfazione di chi ha trovato la chiave giusta. “Il confine è importante, ma va oltrepassato”, è questa la filosofia che anima il BFFB, festival multilingue situato in una regione di frontiera che dedica particolare attenzione alle minoranze linguistiche, politiche e sociali. Il concorso accoglie film prodotti o co-prodotti nei paesi dell’Arco alpino, ma le coproduzioni possono coinvolgere cinematografie molto lontane dall’Europa, portando a Bolzano sguardi egiziani, georgiani e di tutto il mondo. Il pubblico cresce, la ricetta funziona.
La linea editoriale di Vincenzo Bugno è chiara: cinema contemporaneo, attenzione ai linguaggi, cinematografie non scontate. In concorso convivono opere prime e film di registi affermati, documentari e fiction, forme ibride difficili da definire. “Puntiamo sul cinema contemporaneo anche a livello generazionale”, dice il direttore, “dando spazio a registi e registe giovanissimi.”.
La sezione RealeNonReale approfondisce le forme documentarie con cinque opere originalissime, tutte in anteprima italiana. Il Focus di quest’anno è dedicato alla Catalogna, una delle realtà cinematografiche più dinamiche d’Europa, con film di Carla Simón, Albert Serra, José Luis Guerin e l’ultimo lavoro di Lav Diaz.
Vincenzo Bugno è orgoglioso di portare a Bolzano due personalità che si distinguono per la loro coerenza esistenziale, artistica e politica: Ottavia Piccolo e Ulrike Ottinger. La prima, nata proprio a Bolzano, è un’icona del cinema e del teatro italiano dagli anni ’60, premiata a Cannes nel 1970 e sempre caratterizzata da un forte impegno civile. La seconda è una presenza eretica dell’arte contemporanea europea: gallerista nella Parigi degli anni ’60, poi regista a Berlino Ovest di un cinema radicalmente queer, documentarista dell’Asia e dell’Africa, autrice di film di 8-9 ore che sfidano le logiche del mercato. “Quest’anno a Berlino ha presentato un film di vampiri”, racconta Bugno con ammirazione, “fantastico per una regista ottantenne sempre attenta al mondo presente, passato e futuro.” Il film è stato scritto con Elfriede Jelinek e vede Isabelle Huppert nel ruolo della grande vampira. L’impronta femminile attraversa tutto il programma: oltre ai due premi alla carriera, il festival rende omaggio a Claudia Cardinale e a Elvira Notari.
Una delle novità di questa edizione è l’apertura di una seconda sede al Teatro Cristallo, storica istituzione culturale del quartiere Europa-Novacella. “Quando ho iniziato a lavorare al festival mi sono chiesto come coinvolgere tutta la città”, racconta Vincenzo Bugno, “considerando la composizione etnico-linguistica di Bolzano”. La programmazione al Cristallo si apre con un omaggio a Claudia Cardinale, “La ragazza con la valigia” di Valerio Zurlini, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino e include “Un anno di scuola” di Laura Samani e “Gioia mia” di Margherita Spampinato per la sezione LiLi dedicata al pubblico più giovane.
Chiudono il quadro due sezioni che Vincenzo Bugno considera pilastri del festival. Local Heroes presenta il cinema di Alto Adige, Trentino e regioni confinanti, con uno sguardo aperto: “Se un regista tirolese gira in Indonesia, lo prendiamo in considerazione.” Piccole Lingue DOC è legata all’identità plurilingue del territorio, dove si parla anche il ladino, ma con un respiro globale, cercando film che si interessano di lingue minoritarie in tutto il mondo. Due sezioni imparentate, unite dalla stessa curiosità per ciò che esiste ai margini.
Written by: Chiara Nicoletti
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